Il 29 agosto 2003 è uscito nelle librerie francesi l'album "Asterix e la rentrée gauloise", una raccolta completa di tutte le piccole storie di Asterix che non sono mai state pubblicate negli album della collezione. Un volume indispensabile per sorlvolare sugli oltre quaranta anni di produzione asterixiana. Più grande di un album normale, sarà di ben 56 pagine, contenenti perle come "Chanteclairix" (cinque tavole inedite), "La nascita di Asterix e Obelix", inedita sugli album, dove si conoscono per la prima volta i genitori di Asterix e Obelix e le numerose tavole realizzate da Goscinny e Uderzo negli anni sessanta e settanta.
La gran parte di queste mini-storie è reperibile su alcune pubblicazioni straordinarie, ma tali volumi sono piuttosto difficili da trovare; pertanto questa eccezionale raccolta sarà utilissima per avere una visione d'insieme di tutta la produzione asterixiana di Uderzo e Goscinny inedita sugli album. In Italia Mondadori lo ha pubblicato ad ottobre 2003 con il titolo "Asterix tra banchi e banchetti".

LA PRESENTAZIONE, la prima storia della pubblicazione, è costituita da una sola pagina ed è stata realizzata nel 1966. Doveva essere una presentazione dell'albo "Asterix e il duello dei capi", destinata a catturare l'attenzione dei lettori. L'originale è stato già pubblicato da questo sito nella pagina dedicata all'albo già citato. Nel nuovo album, la tavola è stata riadattata per presentare l'opera.

PRIMO GIORNO DI SCUOLA, è anch'essa del 1966 ed è composta da due tavole. Riguarda il rientro alla scuola di Panoramix dei giovani Galli... e anche di qualcun altro di nostra conoscenza.

LA NASCITA DI ASTERIX fu pubblicata in Francia come in Italia sul volume straordonario del 1994 "Ça, c'est un anniversaire" ("Questo si è un anniversario") per commemorare i 35 anni dalla creazione di Asterix. Quattro tavole bellissime ci narrano la nascita dei nostri eroi e ci fanno conoscere per la prima volta i loro genitori.

NEL 50 a.C. è stata realizzata nel maggio del 1977, pochi mesi prima dell'improvvisa morte di Goscinny. Doveva essere una presentazione concentrata e spiritosa del mondo di Asterix che avrebbe preceduto la pubblicazione delle avventure vere e proprie in formato di strisce su dei giornali americani.

CHANTECLAIRIX è la vera perla del volume, disegnata solo nel maggio 2003 e totalmente inedita. È dedicata da Uderzo al gallo del villaggio, simbolo della francia e chiamato come il sapone di Marsiglia, Chanteclairix; quest'ultimo sfida la presuntuosa aquila, simbolo dell'impero romano. Secondo voi chi vincerà?

VISCHI E FIASCHI è la storia di augurio di buon anno nuovo apparsa su Pilote nel dicembre 1967, per festeggiare il Natale e l'inizio del nono anno dell'era Asterix. È incentrata sull'antica tradizione celtica di baciarsi sotto il vischio.

MINI, MIDI, MAXI è stata scritta nel 1971 per essere pubblicata sulla rivista di moda "Elle". Si proponeva di esaltare il fascino della donna gallica con il consueto humor asterixiano.

ASTERIX COME NON L'AVETE MAI VISTO è la storia più originale della pubblicazione, scritta e disegnata nel 1969 dal solo Uderzo, in accordo con Goscinny. L'autore ha compiuto uno straordinario esercizio di stile, riuscendo ad adattarlo ironicamente alle richieste dei lettori con sei diverse versioni tutte da scoprire.

LUTEZIA CITTÁ OLIMPICA esaudì nel 1986 la richiesta dell'allora sindaco di Parigi Jacques Chirac di supportare la candidatura della capitale francese come sede olimpica per il 1992 con un manifesto e delle tavole di Asterix. Peccato che, alla fine, le Olimpiadi non si tennero a Parigi, ma a Barcellona.

LA PRIMAVERA GALLICA fu realizzata su un'idea originale di Goscinny dal solo Uderzo in occasione dell'arrivo della Primavera.

LA MASCOTTE è stata pubblicata inizialmente nel 1968 su strisce su un supplemento tascabile a Pilote; la storia è stata riadattata per la pubblicazione di questo album e narra del rapimento di Idefix da parte di una pattuglia romana.

LATINOFILIA, del 1973, ironizza sulla polemica che allora serpeggiava in Francia sulla purezza del francese. Goscinny ha immaginato una situazione simile... al tempo di Asterix.

OBELISCIO racconta di un incontro davvero singolare. Goscinny e Uderzo immaginano di incontrare in prima persona un discendente di Obelix che mostra loro l'albero genealogico della famiglia; il simbolo aralaldico familiare è Un cinghiale fumante su fondo scuro, con il motto "Si va? Si va?". È stata scritta nel 1963.

GENESI DI UN'IDEA è stata pubblicata su Pilote n.157 nell'ottobre 1962. Costituita da sole onomatopee, essa raffigura ironicamente la nascita di una brillante idea dei due autori, che iniziano a dialogare in modo strano...

Sono presenti alcuni altri disegni di Uderzo.

 

L'INTERVISTA È STATA CONCESSA PER L'USCITA IN FRANCIA DEL NUOVO ALBUM, NELL'AGOSTO 2003. ALCUNE TAVOLE ERANO STATE PUBBLICATE IN ANTEPRIMA SULLO STESSO GIORNALE.

LE MONDE | 30.08.03
Uderzo : "Siamo dei burloni"

A 76 anni, Albert Uderzo mette a tacere la sua fama di timido. O, per meglio dire, la pubblicazione, durante l'estate, su "Le Monde" di una serie di tavole originali gli ha proprio stimolato l'appetito. Ritorno di un disegnatore d'eccezione, e largo al suo nuovo volume, "Astérix e il ritorno gallico", pubblicato il 29 agosto.

L'incontro è stato fissato a un tiro di schioppo dall'Arco di Trionfo, segno che il co-padre di Astérix e compare inconsolabile di René Goscinny, non sdegna affatto i simboli della gloria romana. Presso la sede delle Edizioni Albert-René, si trovano dei Galli di cartapesta, delle statuette di misure diverse che rappresentano i celebri eroi di un fumetto che in quarant'anni ha venduto più di 300 milioni di copie in tutto il mondo, tradotto in ogni lingua e dialetto, dallo swahili al finlandese. Barricato nel suo ufficio come nel piccolo villaggio dell'Armorica dietro le alte palizzate, l'irriducibile Uderzo attende il giornalista con l'occhio scintillante di un Asterix ebbro della pozione magica. A 76 anni, ha saputo mettere a tacere la sua reputazione di timido, ed è con una passione contagiosa che rievoca le avventure, ancor lungi dall'essere concluse, dei suoi personaggi dai grossi nasi.

Albert Uderzo, sembra che lei avesse dodici dita alla nascita e che sia daltonico.
In effetti, avevo due dita mancanti, due attaccate che sembrano dei pendenti. Avevo un mese quando sono stato operato (e mostra due leggeri rigonfiamenti sul lato delle mani). Me le tiravo continuamente e mia madre temeva che me le staccassi! Mia madre, che ha sempre saputo il perché delle cose, raccontava che, quando era in attesa di me, era andata un giorno al mercato. A una bancarella, aveva preso due pendenti che aveva lasciato cadere. Credeva quindi che quell'azione maldestra avesse avuto per conseguenza queste mie malformazioni sulle mani. Meno male che non ha fatto cadere una sacco di patate!

E riguardo al daltonismo?

Io sono innanzitutto francese, però daltonico… A 5 anni disegnavo i fili d'erba in rosso. Ho faticato parecchio per riuscire a distinguere il verde e il marrone. Ecco perché ho fatto ricorso a dei coloristi. Mi ricordo di errori grossolani da me commessi sulla copertina di Pilote. Per esempio ho disegnato Blueberry su un cavallo verde. René Goscinny, che era il redattore-capo del giornale, me lo fece notare. Non volevo rifarlo più... Mi sono sbagliato così due volte. La Giumenta verde di Marcel Aymé deve avermi influenzato. Altre volte, disegnavo a matita e col pennello. Ma ora non ho più la padronanza del pennello e affido questo lavoro a uno studio. Devo definire una bozza molto accurata perché il colorista non sia costretto a cercare lui il tratto giusto.

Trovare il tratto giusto. E' venuto facilmente, per Asterix?
E' la sola volta in cui non ci siamo capiti, con René. La classica immagine del Gallico è quella del grande Celtico biondo e robusto. All'inizio, l'ho disegnato così. René mi ha detto: "No, non è così che lo vedo. Io voglio un antieroe, mingherlino, non necessariamente intelligente, ma sveglio, campione del sistema D, come i francesi." Siccome sono testardo, gli ho affiancato un personaggio grande e forte, che non era previsto nel programma. Non è apparso molto nel primo volume, Asterix il Gallico (uscito nel 1961). Non sapendo cosa fargli fare, gli ho fatto portare un menhir. René ha poi avuto modo di utilizzarlo...

Non giungerei ad affermare che i suoi eroi sono grandi, ma sono, diciamo così, un po' in carne, non è vero?
Obelix ha messo su un po' di chili, e io l'ho un po' imitato… Mi piaceva la sua rotondità. Non doveva essere un atleta. Nei primi volumi, era troppo vigoroso rispetto al protagonista, e ciò non mi convinceva. A poco a poco, ha perso in spalle per guadagnare in bacino e sedere. Quanto al grosso naso, è una mia fissazione. Il naso morbido... Non ci si può sbagliare, con i bambini. Quando vanno al Parc Asterix, quel povero personaggio di Obelix, lo prendono per un punching-ball!

Era comico trovare l'ispirazione a fianco di Goscinny? Lei ha disegnato una striscia sulla quale vi si vede tutti e due sulla terrazza di un bistrot, piuttosto abbacchiati. Cercate un'idea. E d'improvviso, ecco la scintilla, vi passate la palla scoppiando a ridere e il cameriere, impazzito, chiama la polizia.
Non siamo mai stati portati via con una macchina della polizia... Abbiamo lavorato otto anni insieme, René e io, prima di creare Asterix. Eravamo nella nostra piccola società in rue de la Bourse, dove è nato il giornale Pilote. Quando si cercava una storia o una gag, si parlava in modo bizzarro perché così entravamo nel ruolo dei personaggi. Dicevamo, ad esempio: "E paf, e tac, e la ne prende una, e crac!". Una volta, un ragazzo della nostra equipe ci raggiunge e inizia a dire, sentendoci: "È come la mia bimba, che l'altro giorno ha..." René l'ha zittito subito: "Oh, sta' zitto, non vedi che qui si lavora?"

Ma perché un Gallico?
Uscivamo da un periodo difficile perché dovevamo creare dei personaggi a richiesta dei direttori dei giornali per i quali lavoravamo. Serviva un archetipo facilmente identificabile dai bambini. Per guadagnare da vivere, abbiamo anche fatto delle specie di Tintin. Con Pilote, il responsabile ci ha dato come solo obbligo di ricavare i nostri personaggi dalla cultura francese. Oggi, ciò potrebbe sembrare xenofobo. Ma all'epoca, eravamo invasi dai cartoni animati americani. La cosa paradossale è che il nostro eroe, creato per dei piccoli francesi, é abbondantemente sfuggito alle frontiere della Gallia.

Che idea quella di inventare tutti quei nomi impronunciabili…
Goscinny lo adorava. Aveva dei blocchetti che conservo gelosamente, sui quali annotava i nomi dei personaggi nuovi per non riutilizzarli. Io continuo a riempirla. (Fa una pausa). Ho paura di riprendere dei nomi, o delle battute, che io potrei ritenere nuovi ma che hanno trenta o quarant'anni. Dovrei rileggere i miei volumi… Goscinny voleva anche trovare il nome più lungo, come Soupalognon ci Crouton. Aveva già inventato dei nomi "a cerniera" nelle avventure di Oumpah-Pah: "Non-ha-che-un-dente-ma-è-caduta-ora-non-ne-ha-più". Ho dovuto prevedere due nuvolette per farci entrare il nome più lungo del fumetto. (Questo nome, che Goscinny era orgoglioso di pronunciare tutto d'un fiato, è: "Katzenblummerswishundwagenplaftembomm".)

Accetterebbe, per i lettori di Le Monde, di rivelare finalmente la formula della pozione magica procurata dal druido, Panoramix?
Un druido, quello è Merlino l'Incantatore. Bisognava fare in modo che questo piccolo villaggio gallico potesse resistere all'invasore. Volevamo scrivere una "contro-storia" perché siamo dei burloni. La pozione magica ha dato credibilità al testo. Il lettore si aspetta questa scena. La difficoltà, dopo 31 volumi, è di preparare con gran cura una nuova ricetta utilizzando questi passaggi attesi.

Ma non ha risposto alla domanda sulla pozione magica.
Le posso dire che c'è del vischio, e anche dell'aragosta, ma solo per dare gusto. Posso aggiungere che bisogna aspettarsi un sapore di petrolio. Forse c'è anche qualche foglia di tè dopo Asterix dai Britanni. Sfortunatamente, sono nell'impossibilità di darle la formula completa.

Ordinalfabetix è un pescivendolo molto snob. Per caso ha il dente avvelenato con la categoria dei pescivendoli?
No, il mio vende un pesce molto fresco. Mi è anche capitato di partecipare a banchetti con dei bardi bretoni. Si sono messi a cantare dopo il pasto. Nessuno gliel'ha impedito. E ripeto che il pesce di Bretagna è molto fresco. Tutto ciò che disegno, è solo per ridere. Presto andrò a Roma. Le mie origini sono italiane. Qualche volta, mi sento un po' a disagio, visto che i miei Romani hanno sempre la peggio. Qualche volta, i Romani di oggi mi dicono che ci vado un po' pesante. Il produttore dei film di Asterix ha dovuto sudare sette camicie per convincere il comico Roberto Benigni a interpretare il Romano Detritus. Ha esitato...

I lettori di Le Monde hanno potuto scoprire in anteprima diverse strisce del Ritorno gallico che è in uscita in libreria. A quando un nuovo episodio completo di Asterix il Gallico?
Ho intenzione di meditare molto seriamente sulla questione. Bisognerà che mi ci metta. Innanzitutto, per mio diletto, e anche per continuare a far vivere il personaggio, che ha anche bisogno di chiarimenti che non consistono di certo in eventi cinematografici. Mi sono rifatto la mano con diverse strisce inedite del Ritorno gallico. Ora ho intenzione di mettermi davanti alla mia pagina bianca. E trovare un'idea!


Intervista di Eric Fottorino

Si ringraziano per la traduzione Sylvie e Nadia