Asterix e Obelix. I pirati.

Asterix

I pirati, capeggiati dall'irascibile e dispotico Barbe Rouge, sono degli sfortunati avventurieri, che solcano i mari alla ricerca di imbarcazioni da depredare, e alla fine trovano sempre Asterix e Obelix che fanno colare a picco la loro nave. Non sempre hanno bisogno dell'aiuto dei Galli per distruggere la loro nave: a volte sono capaci di affondarsi anche da soli, o di arenarsi.

La loro nave si salva solo quattro volte in "Asterix in Iberia", "Asterix in America", "L'odissea di Asterix" e "Il figlio di Asterix". «Un momento. Cambiamo il copione. Oggi è il mio compleanno... Spero che non vogliate rovinare la festa! Per cui ditemi ciò che volete e andatevene senza farci colare a picco». (Asterix in America, p.14). Una sola volta, dopo la loro comparsa, Barbe Rouge e il suo equipaggio riescono a evitare i Galli (Asterix e Latraviata). Una sola volta hanno fortuna: ne "Asterix e il paiolo", quando cade sulla loro nave un paiolo pieno di sesterzi.
Sulla coffa c'è Baba, il simpatico pirata nero dalla erre moscia che quando avvista Asterix e Obelix inizia a balbettare: «I Ga... i Gaga... i Galli!». Un altro pirata da ricordare, infine, è Treppiedi, che con le sue retoriche frasi latine, che pronuncia nei momenti più inopportuni, fa andare su tutte le furie Barbe Rouge. La prima apparizione dei pirati è ne "Asterix gladiatore".

Il significato del nome
Barbe Rouge è la caricatura del pirata omonimo, eroe de "Le démon des des Caraïbes", fumetto di Jean-Michel Charlier e Victor Hubinon. È stata pubblicata per la prima volta, contemporaneamente ad Astérix, sul numero 1 di Pilote nel 1959. Anche Baba e Treppiedi erano dei personaggi della serie di Charlier e Hubinon.

Il loro mestiere
Pirati di lungo corso. I pirati esistevano già all'epoca dei Galli, come attesta la descrizione di un certo Caurasio in un antico testo: «Ma all'epoca di questo brigantaggio criminale, il pirata cominciò a portare con sé nella sua fuga precipitosa la flotta che un tempo proteggeva i Galli, poi si costruì una moltitudine di navi sul modello delle nostre [navi romane], [...] raccolse e arruolò i commercianti galli, e, facendo balenare la possibilità del bottino, si assicurò persino enormi orde di barbari».
Barbe Rouge e compagni sono stati anche:
- Pirati di fiume (Il grande fossato).
- Gestori di una locanda (Asterix e il paiolo).
-
Galeotti per acquistare una nuova barca (Asterix e Cleopatra).
- Schiavi (Il regno degli dei).

La loro famiglia

L'unico ad avere un parente conosciuto è Barbe Rouge, il cui figlio Erix non appare che una sola volta, ne "Il giro di Gallia" e nominato
in "Asterix e Cleopatra" dal padre, che dice di averlo lasciato in garanzia per acquistare un'altra nave.

I loro viaggi
I pirati viaggiano per tutti i mari del globo.

Curiosità
- René Goscinny inventò uno dei suoi più celebri giochi di parole: «Mi hanno medusato!», eslama Barbe Rouge, naufrago con i compagni su di una zattera. La zattera, per il suo aspetto e per la disposizione degli occupanti, si ispira chiaramente alla tela di Théodore Géricault "La zattera della Medusa" esposta al museo del Louvre. Nel film "Asterix e Obelix: Missione Cleopatra", Alain Chabat ha ripreso la scena della zattera e l'ha riprodotta.
- Nel film "Asterix e Obelix: Missione Cleopatra" il ruolo di Barbe Rouge è interpretato da Bernard Farcy, quello di Baba da Mouss Diouf.

Visti da loro stessi
- «È straordinario, ragazzi! Non abbiamo più bisogno dei Galli: riusciamo a essere ridicoli anche senza di loro» (La zizzania , p.11).
- «Sono un onesto pirata neutro» (Asterix e i Belgi , p.38).

Visti dagli altri
Grandimais
- «Sono certamente dei pirati! ...possono farci prigionieri, ucciderci, o, peggio ancora, rubarci il carico!» (Asterix gladiatore, p.15).
Asterix
- «Oh, sono delle vecchie conoscenze... c'incontriamo spesso in mare!» (Asterix e Cleopatra, p.10).



L'immagine della zattera dei pirati che compare in "Asterix legionario".
"La zattera della Medusa", il dipinto originale di Théodore Géricault esposto al Louvre.
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