Panoramix è il venerabile druido del villaggio, dalla sapienza incomparabile, per la quale è amato e rispettato da tutti. Egli è il solo detentore del segreto della pozione magica, «la cui origine si perde nella notte dei tempi e il cui segreto non si trasmette che da bocca di druido a orecchio di druido.» Panoramix è uno degli ingranaggi essenziali delle avventure di Asterix, che rifornisce di bevanda magica per le sue missioni.

Generoso e disponibile, non esita a lasciare il villaggio per aiutare il suo amico egiziano Numerobis a portare a termine l'incarico affidatogli da Cleopatra (Asterix e Cleopatra), e cura con dedizione un romano gravemente ammalato (Asterix e gli Elvezi). Al contrario, rifiuta categoricamente di fornire la sua pozione per risolvere le dispute interne al villaggio e di farla assaggiare ad Obelix, che è caduto nel suo paiolo da piccolo e sul quale gli effetti della bevanda magica sono permanenti.
Panoramix è il saggio consigliere di Abraracourcix, che con lui ed Asterix prende le decisioni più importanti. La sua assenza dal villaggio è quasi sempre portatrice di nefaste conseguenze: ne "
L'indovino", quando torna dalla foresta dei Carnuti dove ha partecipato a un concorso di druidi, scopre che i Galli si sono lasciati turlupinare dal ciarlatano Prolix, che si è finto indovino; quando, colpito da un menhir accidentalmente lanciato da Obelix, perde la ragione, il villaggio rischia di essere conquistato da un altro capo gallico, Aplusbelgalix, filo-romano, che sfida Abraracourcix. In una sola storia la sua presenza è marginale: ne "Gli allori di Cesare" appare, furtivamente, solo al banchetto finale.

Il significato del nome
«Panoramique»: panoramico.

Il suo mestiere
Druido, vincitore di vari premi, quale "Il menhir d'oro" (Asterix e i Goti) e "La marmitta d'oro" (L'indovino). Per comprendere meglio la figura del druido presso i Galli riportiamo un brano di Giulio Cesare tratto dai Commentari sulla guerra gallica.
«In Gallia esistono due ordini privilegiati, quelli dei druidi e dei cavalieri.
I primi si occupano delle cose sacre, presiedono ai sacrifizi pubblici e privati, e sono dotti in fatto di religione: presso di loro accorre gran numero di giovanetti per essere istruiti, ed essi sono sommamente onorati. Decidono in quasi tutte le controversie pubbliche e private; e, se è stato commesso qualche delitto od omicidio, se vi è una lite per motivo di eredità o di confini, sono essi che sentenziano, che stabiliscono i premi o le punizioni, e, se alcuno non sta ai loro decreti, essi gli interdicono i sacrifizi [...].
In una certa stagione dell'anno i druidi si raccolgono nel territorio dei Carnuti, che si considera essere il centro di tutta la Gallia. Ivi tutti coloro che abbiano controversie convengono da qualsiasi luogo della Gallia e sottostanno ai loro decreti e giudizi. Si crede che la disciplina druidica abbia avuto origine nella Britannia e che di là sia stata importata nella Gallia: pertanto anche oggi coloro che desiderano conoscerla più a fondo spesso vanno in quel paese per impararla meglio.
I druidi hanno l'abitudine di astenersi dalla guerra, nè pagano, come fanno gli altri cittadini, i tributi: essi godono di immunità sia dal servizio militare, che dagli altri oneri. Invogliati da tanti privilegi, molti si dedicano per elezione propria all'apprendimento della disciplina druidica, altri vi sono destinati dai genitori e dai parenti. Si dice che, per pervenire alla conoscenza di una tale dottrina occorra apprendere un gran numero di versi, cosicchè alcuni vi impiegano perfino vent'anni. Nè è lecito scrivere tali versi, laddove per altri testi e nelle faccende pubbliche e private i Galli si servono dei caratteri greci. Il che io credo essere prescritto per due motivi: sia perchè non vogliono che la dottrina druidica si diffonda fra il popolo, sia perchè coloro che studiano quei versi, fidando nella scrittura, non ne trascurino l'apprendimento a memoria, chè infatti a molti accade di porre meno diligenza nello studiare a memoria quando abbiano l'aiuto dei testi scritti. Sopra ogni altra cosa i druidi si adoperano a persuadere che le anime non muoiono, ma che dopo morte passano da un corpo ad un altro; il che ritengono essere massimo incitamento all'esercizio della virtù, piuttosto che il timore della morte. Oltre a ciò i druidi disputano intorno agli astri ed ai loro movimenti, alla grandezza del mondo ed alla forma delle terre, alla storia naturale, alla potenza degli dèi immortali ed istruiscono la gioventù intorno a ciò.»

(Caio Giulo Cesare, De bello gallico, VI, 11-20).

La sua famiglia
Non si conosce alcun suo parente.

I suoi viaggi
Quattro viaggi:
- Nell'odierna Germania (Asterix e i Goti),
- L'Egitto (Asterix e Cleopatra),
- La Grecia (Asterix alle Olimpiadi),
- La mitica Atlantide (La galera di Obelix).
Un viaggio di lavoro: si reca, ogni anno, alla riunione di druidi che si tiene nella foresta dei Carnuti (presso Chartres).

Curiosità
- Panoramix raccoglie spesso del vischio, nella foresta che circonda il villaggio, con un falcetto d'oro. L'utilizzo di tale utensile non è affatto storicamente provato, poiché, anche se alcuni antichi testi ne parlano, non è stato trovato alcun arnese di metallo nelle antiche foreste dei Galli.
- Tutte le pozioni di Panoramix, un dossier.
- Nel film "Asterix & Obelix contro Cesare", il ruolo di Panoramix è interpretato da Claude Pieplu. In "Asterix e Obelix: Missione Cleopatra" è Claude Rich che riprende il ruolo.

Visto da sé stesso
- «Sai, Settantasix, sono sicuro di vincere il concorso di miglior druido dell'anno» ((Asterix e i Goti, p.9).
- «Senta bene, Pralina, ho creato una pozione che dona forza sovrumana, che può trasformare un uomo in statua, che può ricondurlo alla sua infanzia... Non sono mica il Factotum del villaggio?!»; «Signora, senza questa porcheria, le avventure del suo Ririx non sarebbero quelle che sono. Perciò, la prego!!!» (Asterix e Latraviata, p.26, 32).

Visto dagli amici
Asterix
- «Ci siamo! Rinviene! Per fortuna che è un duro il nostro druido! Soprattutto di testa!» (Il duello dei capi, p.12).
- «Sei il druido più straordinario del mondo, Panoramix!» (La galera di Obelix, p.15).
Maestria
- «Non sappiamo cosa farcene dei suoi paioli, vecchio Barbagianni spellacchiato » (La rosa e il gladio, p.23).
Amnesix
- «Panoramix? Il mio caro Panoramix? Il maestro di tutti? Colui che possiede segreti che lui solo conosce?» (Il duello dei capi , p.35).

 




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