La mia parte nell’avventura di Asterix è iniziata con una telefonata una mattina di circa quattro anni fa. Era Claude Berri, che era appena approdato al progetto. Mi chiese: "se io producessi Asterix, potrei inserire il tuo nome nella lista dei possibili registi?". Per quanto ne so, la lista non conteneva più di due nomi: Jean-Marie Poiré ed io. Ci pensai rapidamente e dissi di sì! Asterix faceva parte della mia infanzia , avevo dieci anni quando il primo numero di Pilote fece il suo debutto, e lo divorai, pur non avendo dato particolare rilievo ad Asterix; chi avrebbe potuto immaginare quale futuro gli si presentava – di certo non i suoi creatori! Così finii per ereditare il progetto.


Il mio primo compito fu quello di rileggere tutti i fumetti per poter fare ritorno nel singolare mondo di Asterix. Mi feci aiutare da una persona incredibile, François Meunier, che aveva messo insieme una lista completa dei personaggi, dei luoghi, delle situazioni, degli episodi ed anche degli oggetti presenti nei fumetti. È stato per me uno strumento indispensabile ed ha facilitato il mio ingresso in quel piccolo mondo. Ho iniziato mettendo insieme una sceneggiatura originale che tenesse conto del periodo, dei personaggi principali, dei luoghi, e sviluppasse una storia della lunghezza adeguata ad un film, inserendo molti nuovi eventi. Nacque così "Asterix ed Obelix contro Cesare" e cercai di introdurre tutti i personaggi del fumetto. Credo di averne aggiunto solo un nuovo: Il bisnonno di Agecanonix: Mathuslaix che ha più di duecento anni. Ho dato poi al traditore Prolix due nuovi compari: uno magro Anorexix ed un alcoolista Aloholix. Abbiamo anche avuto la fortuna di aver trovato un cast con elementi allegri, perfetti per i loro ruoli. In fondo il personaggio più difficile da recuperare è stato Idefix, perché non possiede alcuna caratteristica di una razza particolare di cane. Chiesi ad Uderzo che tipo di cane fosse e lui rispose: "non lo so, posso solo dirti che ho disegnato un cane".

Dopo il cast le nostre prime decisioni riguardavano i tecnici e lo stile delle riprese e delle location. Si doveva fare una scelta sia di tipo artistico che tecnico. Potevamo costruire il villaggio di Asterix sia all’aperto che scegliere di lavorare in uno studio. Ho preferito la seconda ipotesi perché almeno venti delle settimane di riprese dovevamo lavorare di notte. Non potevo immaginare di vivere per due mesi girando dalle 9 di sera alle 4 del mattino con il vento e la pioggia, con attori a petto nudo. Sarebbe stato un incubo, Nello studio Le Feré-Alais, che è il più grande d’Europa, potevamo girare ogni giorno senza preoccuparci delle condizioni atmosferiche esterne e controllare al meglio l’illuminazione, giorno e notte.

Naturalmente, è necessario un’enorme apparato d’illuminazione per creare un ambiente in pieno sole in uno studio di 1.393 m2. Abbiamo rastrellato ogni riflettore disponibile nel paese. È stato molto costoso, ma in questo campo, come in altri, i produttori mettono sempre a disposizione i mezzi per poter fare il miglior lavoro possibile. Grazie Claude Berri! Grazie Jérôme Seydoux!

La scelta di girare nello studio ci ha dato la possibilità di creare una vasta gamma di forme, colori ed effetti – tutti tra le convenzioni del fumetto ed il realismo degli attori in carne ed ossa. Ma prima di tutto abbiamo dovuto imparare a servirci dello stupefacente gioiello che ci era stato messo a disposizione. La nostra scelta di un grande studio ci ha diretto verso due colonne del team tecnico: il direttore delle scenografie e lo scenografo. La sofisticata tecnica di telecamera di Tony Pierce Roberts nei film di James Ivory è impressionate, ed ha lavorato in ambienti anche più grandi dello studio La Ferté-Alais: ad Hollywood (in "Rivelazioni" per esempio"); cosa che mi ha subito conquistato, senza parlare dell’abilità di Jean Rabasse che lavora con vasti set semi-immaginari come quelli creati per Jeunet e Caro in "The City of Lost Children" e "Alien".

Mi piace quando le riprese procedono bene. Ma per arrivarci, è necessario un certo livello di fiducia e competenza. Con il coinvolgimento di professionisti di tale calibro, si riesce a tenere lontani i conflitti e le lotte per il potere ed a gestire le insidie che presenta un film complesso come questo senza perdere la calma.


Devo dire di non aver mai visto una macchina tanto complessa ed allo stesso tempo equilibrata ed efficiente. Gli attori erano talmente bravi che sembravano divertirsi, e credo che si siano fatti tutti parecchie risate. Ho lasciato la parte degli effetti speciali per ultima poiché si tratta di una fase che impegna molto tempo, infatti ha ritardato il montaggio finale. Ma con un po’ di pozione magica… ci siamo riusciti in un baleno!