Asterix era il mio fumetto preferito. Odiavo Tintin, forse per quella sua aria da giornalista subdolo. Mi piacevano Tarzan, Braccio di Ferro e Tartine Mariolle, la vecchietta che difendeva i poveri e deboli con la sua forza sovrumana. Ma Asterix e Obelix avevano qualcosa di particolare che me li faceva preferire: c’era la storia. Penso ancora a Vercingetorige. Avevo considerato di girare un film su di lui. Ho letto "De bello Gallico" e discusso il progetto con Georges Duby. Effettivamente è difficile produrlo. Ma il mio interesse verso Vercingetorige è quasi certamente dovuto ad Asterix. Quando Goscinny ed Uderzo introdussero Asterix nel mondo del fumetto, sia il soggetto che i risultati furono storici. Sono sempre stato attratto da film epici, e da storie che sono più letterarie (Dumas) che storiche. Non ho interpretato Obelix per girare un film "storico". Non ho un messaggio o una missione, svolgo il mio lavoro nel modo migliore possibile e nel modo più semplice possibile, come mio padre quando faceva il fabbro; con gli strumenti del mestiere: parole emozioni, ed una luce inesplicabile… ed un po’ di spazio in un fotogramma. Asterix non è un dono divino; è un'impresa mastodontica. Ma è anche un prodotto fatto d'amore: l'amore per le novità, per il lavoro in un gruppo di persone con cui ti piace collaborare, come Claude Berri, Claude Zidi, Christian Clavier. A volte mi dicono che sono irritante ed eccessivo, ma anche Claude Berri è così, a modo suo. È uno di noi.


Ho interpretato Asterix istintivamente, come un sentiero che inconsciamente pensavo di seguire. Era quasi come se sentissi che il lavoro che stavamo svolgendo era di alta qualità così come le persone che vi collaboravano: era tanto tempo che non percepivo un'atmosfera così allegra sul set. E c'era qualcos'altro. Quando iniziai nella professione di attore, una parte era un lavoro come un altro, dovevo essere un maggiordomo che entrava o dovevo fare passeggiata romantica. Ora, grazie in gran parte a Dustin Hoffman ed agli attori Italo-Americani degli anni '70, che hanno spezzato gli schemi alla Gary Cooper possiamo fare di tutto. Devo anche dire che Obelix nella splendida sceneggiatura di Claude Zidi è un ruolo stupendo ed anche molto interessante da interpretare perché i suoi problemi sono rovesciati. Ad esempio: uno dei momenti salienti del film è quello in cui Obelix solleva e capovolge un elefante. Utilizzando gli effetti speciali è facile, solamente che per Obelix "l'effetto speciale" è un "effetto naturale". Sotto l'influenza della pozione magica usa la sua forza con una totale ingenuità. Gli effetti servono solo a riprodurre il risultato della potenza atletica di Obelix. Così l'attore non ha bisogno di fare uno sforzo, per lui sollevare elefanti è un gioco da ragazzi. Tuttavia nella vita reale, devi sollevare elefanti e fare di tutto per capire alcune cose può essere altrettanto difficile. Ma il paradosso di Olbelix è che i momenti di debolezza sono i più interessanti. Devi far sì che il pubblico si dimentichi della sua forza ma non della sua innocenza. Mi è piaciuta molto la storia d'amore tra Obelix e Paraphanalia. È difficile per lui innamorarsi ed affrontare la debolezza che ciò comporta. È bello assistere allo squilibrio ed alcune emozioni sfuggono nelle crepe. Io ero la personificazione della "forza della natura". Ora sono di nuovo un uomo comune, Il lavoro dell'attore è quello di renderlo bello e commovente allo stesso tempo. E questa volta con c'è bacchetta magica o pozione, è vero; ho dovuto portare una pancia finta enorme ed il resto del costume di Obelix.. Avrei potuto fare la parodia di Lawrence Olivier e dire "dammi una pancia più grande così non devo recitare tanto!". Ma quando Obelix si innamora la sua pancia diventa più piccola... A parte gli scherzi perde l'appetito e mangia solo due cinghiali al giorno invece dei soliti tre.


In questo film ci troviamo nel terreno della caricatura, dei libri a fumetti e della commedia. La commedia è un pensiero fulmineo che viaggia dritto verso la caricatura. Non sono permessi errori nel ritmo del personaggio. È straordinario ma doloroso conviverci. Solo i più esperti ci riescono. Christian Clavier ha la forza, la velocità e la disperazione del comico. Io posso recitare in una commedia perché sono portato a tutto, grazie all’esperienza acquisita con la mia professione che mi fa apprendere molto velocemente, ma, in realtà, non sono un vero attore comico. Roberto Benigni, ad esempio, ha il senso della caricatura. È sia un clown del circo che un attore poetico con una panoramica sul mondo. Christian è il comico, Roberto è il poeta. Io sono solo un lavoratore dello spettacolo