Mio figlio Thomas è stato il primo ad avere l’idea di adattare Asterix allo schermo, io, all'opposto, ero scettico. Come tutti, conoscevo Asterix, ma nient’altro. Ed ero stato sempre molto contrario agli adattamenti cinematografici dei libri a fumetti. I fumetti non sono poi la mia materia. Un giorno ho parlato con Jean Marie Poiré di questo ed anche lui era alquanto scettico, Gérard Depardieu, cui invece piaceva l’idea di interpretare Obelix, è stata la vera miccia. Un giorno Poiré mi chiamò e disse: "bene, possiamo proseguire con Gérard e Christian Clavier dopo tutto". È andata proprio così… ma il grandioso successo di "I Visitatori" aveva portato a "I Visitatori II". Ho pensato che Poiré e Clavier non sarebbero stati liberi da impegni per molti anni. Così parlai a Zidi e ad Ateuil della cosa e l’idea piacque, ero a buon punto con Uderzo che aveva solo due esigenze: la produzione doveva essere commisurata e Obelix doveva essere impersonato da Gérard Depardieu.


In quel periodo non avevo ancora acquisito l’opzione. Uderzo ed io avevamo raggiunto un accordo, ma avrei potuto anche non dare mai inizio al progetto. Nel frattempo avevo letto i libri, e conosciuto meglio Asterix… poteva essere un vantaggio non aver letto i fumetti perché, una volta letto il soggetto, vedevo già il film. Lavorando sugli elementi ricorrenti (la pozione magica, il villaggio, i romani), le gag e le scene comiche con i personaggi che volano etc…. Zidi aveva scritto una sceneggiatura originale che mi piacque. Quello è stato il momento in cui abbiamo iniziato.

Ma non riuscivo a far sì che Gérard firmasse. Aveva detto di sì, ma era partito per gli Stati Uniti dove la sua carriera americana stava impegnando gran parte del suo tempo. Così il progetto doveva ancora una volta essere messo da parte. Daniel Auteil poi doveva interpretare Asterix. Avevamo fatto alcune prove per il personaggio e la coppia funzionava bene, Le prove, fatte su un nastro trasportatore con i costumi del coreografo di Decoufle sono state molto divertenti. Se Gérard non fosse stato costretto a rimanere in America Daniel avrebbe probabilmente interpretato il ruolo. Ma con il tempo ad Auteil fu offerto di girare un film con Corneau, che poi venne diretto da Patrice Leconte. Sono tornato così su Clavier, erano passati alcuni anni e Clavier acconsentì.

Avevo sempre saputo che il film sarebbe stato molto costoso, Zidi ed io avevamo stabilito un budget di massima che poi si rivelò di essere tre quarti del costo reale del film – 180 milioni di franchi francesi, invece dei 250 poi realmente spesi.

Quando ne parlammo ad Uderzo, ci diede un’idea delle vendite dei fumetti nel mondo. Duecentosessanta milioni di copie erano state vendute in tutto il mondo. Sin dall’inizio, sapevo che le vendite in Germania erano uguali a quelle in Francia, circa novanta milioni. I tedeschi amano Asterix. In Italia se ne sono vendute solo cinque milioni, anche se si deve pensare che si tratta del paese dei nemici di Asterix! Tuttavia volevo a tutti i costi avere Benigni nel film. Lo avevo già visto in un Film di Fellini ed in uno di Jim Jarmush. Quando però vidi "Il Mostro" in televisione dopo cinque minuti stavo già ridendo a crepapelle. Benigni non accetta spesso di lavorare in film di altri, e sono orgoglioso del fatto che abbia acconsentito a prendere parte a questa avventura.


Di certo c’erano passione ed un’euforia particolare intorno alle riprese di Asterix. Comprende tutti i generi di film ed i miei gusti sono eclettici, ma i film, quelli con la F maiuscola, sono imprese alla portata di tutti e con un grande budget. Senti che stai facendo qualcosa di vero. Ci sono moltissime comparse, e la realizzazione richiede un impegno lungo. Ti arruoli per mesi, come ai bei vecchi tempi Ho partecipato solo a poche grandi imprese nel cinema, ed ogni volta sono accompagnate da un grandissimo entusiasmo.


Quanto al cast, abbiamo cercato e trovato i migliori attori per i numerosi personaggi del villaggio dei Galli. Siamo stati fortunati con gli attori tedeschi che dovevamo ingaggiare per motivi di coproduzione, come per Marianne Sägebrecht, che naturalmente è la favolosa Albicinya, e Gottfried John, che non conoscevo. John possiede un’autorevolezza sbalorditiva nel ruolo di Cesare. Credo che sia l’attore più somigliante al personaggio del fumetto. Il ruolo di Paraphananlia sarebbe dovuto andare ad un’attrice tedesca, ma Zidi insistette per farla interpretare a Laetitia Casta, ed aveva ragione. La storia d’amore tra Obelix e Paraphanalia funziona molto bene, forse questo film darà inizio ad una carriera cinematografica per lei.

Ci saranno altri film di Asterix? Dipende da come andrà questo, ed anche da altri fattori. In ogni caso, non accadrà prima di qualche anno. In effetti abbiamo affrontato il problema verso la fine delle riprese. Ci siamo tutti innamorati del villaggio costruito negli studi di Ferté-Alais e ci dispiaceva molto l’idea di doverlo smantellare. Abbiamo tutti pensato: "se solo potessimo tenerlo per il seguito!" Chiaramente quel giorno abbiamo dovuto lasciare via libera ai bulldozer. Se ci sarà un altro Asterix, il villaggio andrà ricostruito. Questo è il cinema…