Quando avevo appena iniziato a lavorare a "La Vita è Bella" passai un pomeriggio facendo alcune prove con una dozzina di attori; verso le sette, dico al mio assistente: "Per oggi basta". L'assistente lascia la stanza e sento delle voci nel corridoio, lui torna e dice: "ci sono altre tre persone che non vogliono andarsene. E parlano francese".


Era Claude Berri con il suo entoruage... Claude mi dice: "ho una proposta per te, e non mi puoi dire di no". Mi parla di Asterix. Avevo letto il fumetto tra i sedici ed i diciotto anni, i miei amici e parenti conoscevano tutti Asterix. Ricordo di aver addirittura pensato di scrivere agli autori, a suo tempo, perché mi arrabbiavo moltissimo quando i romani perdevano e volevo chiedere loro se, almeno una volta, potessero prenderla loro la pozione magica. Comunque, mentre Berri mi racconta di Asterix mi emoziono, mi porta indietro alla mia infanzia, alla voglia di vivere, alla possibilità di essere DENTRO il fumetto; un progetto appassionante, come l'idea di Fellini di farmi fare Pinocchio. Sono davvero commosso ma mi trovo proprio in fase di pre-produzione di "La Vita è Bella" e non riesci ad occuparmi di nient'altro. Gli dico di no; "Non mi puoi dire di no" mi risponde Berri: "Ti darò quattro mesi per pensarci". Dopo quattro mesi mi chiama. Sono impegnatissimo con le riprese e gli dico ancora di no: "Non mi puoi dire di no" ti do ancora due mesi per pensarci". E la stessa cosa succede dopo due mesi. Il mio film è finito e sono un po' meno preso, ma dobbiamo organizzare l'uscita in diversi paesi. E devo poi partire per un tour del mio spettacolo in spazi da 30.000 posti, come una rock star. Pertanto, pur volendo dire di sì devo ancora declinare. Alla notizia rimane molto calmo ed amichevole e tutto ciò che mi dice è: "mi spiace, perché mi piaci davvero". Sono tornato a casa. Non posso dormire. Continuo a pensare ad Asterix, la nuova sfida di interpretare il "cattivo" Detritus, alla stupenda sceneggiatura di Claude Zidi, e a Claude Berri che, a modo suo, è una specie di Asterix nella testa e nel cuore. Lo chiamo il mattino seguente, lui risponde al telefono e gli dico "Ciao, sono Detritus. L'uomo cui non puoi dire di no!" abbiamo riso felici.


Dopo è stato puro divertimento. Il divertimento di interpretare Detritus il malvagio, che rappresentava una svolta rispetto ai personaggi "buoni" che di solito interpreto. Ho iniziato recitando con molta durezza, da perfido, quando mi sono reso conto che potevo farlo anche con maggiore sentimento ed anche un po' di innocenza. Depardieu mi ha incoraggiato a prendere questa direzione. È molto generoso. Mi ha aiutato molto. Per lui la recitazione è un dono divino. È dotato, credo che abbia determinato un cambiamento nella professione di attore. Possiamo parlare di un periodo pre-Depardieu e post-Depardieu nel cinema. Naturlamentè è un Obelix perfetto!


Christian Clavier mi ha colpito moltissimo nei panni di Asterix. Quanto ad attore è un vero perfezionista. Mi era piaciuto molto in "I Visitatori", dove aveva fatto delle cose davvero difficili. Usa molta energia, è combattivo e, oltre a questo, possiede una dolcezza che mi piace molto. Mi dispiace di non aver avuto altre scene con lui. Abbiamo parlato però di lavorare ancora insieme, un giorno.


Un aspetto inusuale di questo film è il ruolo determinante giocato dagli effetti speciali. In una scena stavo arringando una folla di soldati tutto solo, con il vuoto davanti a me. Con le immagini digitali è stato creato il mio pubblico. Amo questi momenti. Ci portano più vicini al mondo di sogno del cinema. È fantastico!


Infine, uno dei motivi di gioia di Asterix è stato conoscere Claude Zidi. Pur non essendoci mai incontrati, mi ha fatto capire immediatamente che mi ammirava e si fidava di me. Ho imparato molto da lui, il suo modo di raccontare le storie con le immagini, di separare il banale dal semplice. Il suo modo di posizionare la macchina da presa offre sempre la visione più diretta sulla storia. Amo la sua personalità: è sempre calmo, gentile con tutti senza essere debole; è fermamente autoritario e molto carismatico. Mi sono davvero sentito "diretto" da lui, che è la cosa che preferisco quando recito.