|
|||||||
| Idefix è un piccolo cane, di razza indeterminata, dotato di un animo molto sensibile, ma di carattere ben definito. Adora il suo padrone Obelix, che non gli lesina carezze e ossi di cinghiale, e il suo giovane amico Pepe, protagonista di "Asterix in Iberia", del quale diventa un inseparabile compagno di giochi. Idefix è un cane molto intelligente, e aiuta non di rado i nostri eroi Galli a cavarsi fuori dalle situazioni difficili, come in "Asterix e Cleopatra", quando li conduce fuori da una piramide dalla quale non sapevano più uscire. |
|||||||
Forse la sua unica pecca è non aver ancora imparato a riportare i menhir che Obelix gli lancia tentando di insegnargli il suo mestiere. È l'unico cane ecologista al mondo, e si guaisce disperatamente quando viene sradicato un albero (Asterix e i Normanni, Il Regno degli dei). Uderzo fa evolvere il suo ruolo per renderlo più attivo che nei primi albi: trova un giacimento di petra oleum (olio di roccia) ne "L'odissea di Asterix", fiuta la pista del Figlio di Asterix, poi ritrova Assurancetourix al cimitero degli elefanti ne "Le Mille e un'ora". |
|||||||
La nascita di Idefix Contrariamente alla maggior parte dei personaggi principali del villaggio gallico, che esistono sin dal primo albo, il piccolo cane non appare che nel quinto volume delle avventure di asterix, "Il giro di Gallia". La nascita di Idefix si svolge in varie tappe. «Il piccolo cane Idefix è nato in una maniera curiosa - racconta Goscinny - aspetta all'uscio di una salumeria di Lutezia e si mette a seguire Asterix e Obelix dappertutto nel loro Tour, senza che loro se ne accorgano». Nella sinopsi della storia, Goscinny non ne faceva alcuna menzione: In una via [...] si trova un negozio di alimentari, dove Asterix e Obelix acquistano del prosciutto, raccomandando di non tagliarlo in fette troppo sottili. Poi, d'accordo con Albert Uderzo, decide di inserire nella scena un piccolo cane. Nella sceneggiatura originale, Goscinny scriveva: TAVOLA 9 / VIGNETTA 9: Essi entrano tutti e due in un negozio dall'insegna: «Salumeria - Alimentari». Alla porta si trova un piccolo cane. (Pagina 13 dell'albo). Quest'ultima frase è sottolineata, caso raro nelle sceneggiature scritte da René Goscinny. Il piccolo cane è da allora onnipresente in questa sceneggiatura pur senza avere un nome. All'attenzione di Uderzo egli precisa sistematicamente: - Tav. 9 / Vign. 11-12: I nostri Galli escono dalla salumeria. Il piccolo cane annusa ciò che c'è nel sacco di Obelix , e, a partire da quel momento là, seguirà i nostri amici. - Tav. 20 / Vign. 8-9 Vediamo il carro che corre, seguito dal piccolo cane. - Tav. 21 / Vign. 4-5 Non dimenticare il piccolo cane che li seguirà da ora in poi per tutto il tempo. La presenza di questo petit chien, piccolo cane, è menzionata trenta volte nella sceneggiatura. Egli non ha che un ruolo di figurante, anche se dalla sua comparsa appare in quasi tutte le vignette della storia. I due eroi sembrano ignorarlo, sino all'ultima pagina dell'albo, dove il piccolo cane fa «Bau! Bau!» per la prima volta. Asterix si volta e dona un osso al piccolo cane tutto contento, scriveva Goscinny nella sceneggiatura. Nel disegno di Albert Uderzo, però, è Obelix che lo fà. «La nostra idea è stata di vedere se i lettori lo notavano. Ebbene, abbiamo ricevuto tante di quelle lettere...» rivela Goscinny. ("Goscinny", Actes Sud, 1997). Goscinny e Uderzo, all'epoca alla dierezione del giornale per ragazzi Pilote che pubblica le avventure di Asterix, organizzano nel numero 209 un concorso aperto ai lettori. Trovare un nome per il «petit chien». Avrebbe potuto così chiamarsi (tra centinaia di proposte) Patracourcix, Papeurdurix, Trépetix, Paindépix, Toutousanprix o Minimix. Quattro lettori proposero «Idefix» e poterono vantarsi di aver battezzato uno dei cani più famosi dei fumetti. E i vincitori sono...: Hervé Ambroise, di Yarville (Meurthe-et-Moselle), Dominique et Anne Boucard, di Niort (Deux-Sèvres) e Rémi Dujat, di Parigi. La ragione di questa scelta? «Quel nome rappresentava bene il suo carattere: è in effetti un cagnolino: segue sempre i suoi due amici Galli e sogna sempre di mangiare dei grossi ossi». (Pilote n°216). Idefix sarà chiamato così per la prima volta nell'albo successivo, "Asterix e Cleopatra". Da "Le Dictionnaire Goscinny", Editions Jean-Claude Lattès, Parigi, 2003. |
|||||||
| Il significato del nome Il suo mestiere La sua famiglia
Visto da sé stesso
| |||||||