Genesi di un mito

Si ringraziano calorosamente per la traduzione dell'articolo Sylvie e Nadia.

Albert Uderzo, il disegnatore, e René Goscinny, lo sceneggiatore , si sono incontrati a 24 anni,a Bruxelles. Hanno penato insieme 8 anni prima di concepire, nell'agosto 1959, Asterix, il più famoso dei Gallici.
E' una striscia di fumetto fatta con poco, anzi, tecnicamente non è nemmeno una striscia. Solamente qualche schizzo che raffigura a matita una specie di nano, tanto irascibile sotto il suo elmo dalle ali amovibili, quanto sorpreso e sbigottito come se avesse appena visto un pezzo di cielo blu cadergli in testa sotto l'effetto del pastis . Bisogna premettere che siamo nell'agosto 1959 e che la canicola, già allora, batte forte su una HLM di Pantin, di fronte al cimitero, dove due energumeni, bicchiere alla mano, cercano di reinventare la storia di Francia, l'uno in punta della sua (buona) matita, l'altro a colpi di battute distruttrici.
Pur pensando a rinfrescarsi, il disegnatore Albert Uderzo e lo scenografo René Goscinny sono innanzitutto ossessionati dal pensiero di trovare un'idea per il lancio ormai prossimo del giornale Pilote, il loro giornale, in ottobre. Hanno pensato bene di esprimere il loro talento in una parodia a fumetti del Roman de Renart, ma altri li hanno preceduti. E dunque, imbronciati, piazzati davanti al loro pastis, e con un cimitero come gioioso orizzonte, pensano.
Al tempo era già da otto anni che quei due si erano incontrati nella redazione di un giornale belga. Avevano 24 anni. Goscinny era vissuto in Argentina e negli Stati Uniti. Sognava di entrare a lavorare per Disney. A New York, aveva debuttato come assistente disegnatore in un'agenzia di pubblicità. Il suo primo incarico fu di creare un'etichetta per l'olio d'oliva. "Ho disegnato delle bellissime olive in una fantasia di gialli e di verdi, qualcosa di molto bucolico. Ma il cliente voleva una donna nuda. Va a sapere perché una donna nuda per l'olio! Comunque, poiché pagava, gli ho disegnato una donna nuda. Siccome però non sono proprio dotato per quel genere di cose, è stato necessario ritoccare il mio disegno."
Dopo sette anni d'America, Goscinny approda in Belgio con la speranza di piazzare la sua serie Dick Dicks Détective, una storia della quale cura i testi e i disegni. E' l'inizio degli anni '50. Dopo un anno senza nulla di fatto, incontra finalmente Uderzo. "E' stato una specie di colpo di fulmine reciproco, racconterà Goscinny. Abbiamo parlato per ore. E abbiamo deciso di lavorare assieme."
All'epoca, l'uno avrebbe potuto essere l'altro e viceversa. Tutti e due disegnavano e scrivevano i loro testi. (Una delle loro battute preferite sarà poi, ogni volta che qualcuno domanda loro "Chi è chi?", rispondere: "Io sono l'altro"). Ma Goscinny si sente più a suo agio a tradurre il suo umorismo devastatore in parole. Detesta metter su grandiose decorazioni popolate da migliaia di figuranti. Uderzo, invece, è il contrario. Riservato e taciturno come un menhir di Armonica, è solo lasciando parlare la sua mano dotata di matita e di un pennello fine che può lasciare libero corso alla fantasia. I due uomini scoprono di avere delle passioni in comune: dall'universo Disney a Laurel e Hardy. Influenzato dall'onda americana, Albert Uderzo firma dei disegni come Al Uderzo.
La pariglia della risata è dunque costituita. Testi a cura di Goscinny. Vignette a cura di Uderzo. Resta da trovare un personaggio e una storia per cui l'avventura possa iniziare. E' così che otto anni più tardi, a Pantin, davanti a un pastis…
Nel frattempo, la collaborazione Uderzo-Goscinny è stata fertile. Hanno creato assieme le Avventure di Oumpah-pah il Pellerossa, dove interpretano già quel ruolo di virtuosi degli anacronismi che preannunciano Asterix.
Per Libro Junior, un supplemento del Libro Belga, hanno lanciato il personaggio di Pistolet, poi Luc Junior, un giovane eroe affiancato da un cane che non sarebbe esistito senza la sua somiglianza con Tintin. Questo fa trovare loro il proprio stile. E' quell'umorismo che li rivelerà a se stessi e al grande pubblico. Per il periodico femminile Bonnes Soirées, si vedranno affidare la rubrica… delle buone maniere. Non serviva altro, ai due complici, per scherzare senza limiti, avendo per vademecum un manualetto di buone maniere belga pieno di perle di obsolescenza.
Alla coppia succede anche di separarsi: Morris sceglie Goscinny per Lucky Luke, mentre Jean-Michel Charlier fa squadra con Uderzo per le avventure di Michel Tanguy. I tempi sono duri per questi emarginati che hanno deciso di vivere per i fumetti, il marchio dei quali è infamante. "Questo mestiere di sceneggiatore per i fumetti, posso dire di averlo inventato io, affermerà Goscinny. Si leggeva ogni giorno nei giornali che se un bandito avesse ucciso un'ereditiera, era successo perché leggeva fumetti".
Nel suo album dedicato a Uderzo, Alain Duchêne ricorda che la condizione di sceneggiatore è ancor peggiore di quella di disegnatore. All'inizio, il nome di Goscinny non appare sulla copertina delle storie di Lucky Luke, il personaggio inventato da Morris.
"Durante la mia gavetta, raccontava Goscinny, non era questione di guadagnarsi da vivere facendo questo mestiere. Ero guardato in modo strano e mi si chiedeva: qual è il suo vero mestiere? E' impossibile che lei si occupi di mettere delle parole dentro a dei palloni!".
Di fronte a queste avversità, Uderzo, Goscinny e Charlier crearono un sindacato mirante a far riconoscere il mestiere di autore di fumetti. Gli editori belgi della World Press si infuriarono e licenziarono Goscinny, ma i suoi accoliti si dimisero tutti per protesta, in un moto di solidarietà. Ed eccoli tutti e tre in rue de la Bourse, a capo di due piccole società, una agenzia stampa e una agenzia di pubblicità, fondate da loro. Rilanciano l'album illustrato Pistolin per i cioccolatini Pupier , "una piccola esercitazione per creare un giornale", dirà Goscinny pensando a Pilote.
I due amici hanno realizzato l'avventuriero Bill Blanchart, la loro sola serie realista. Dopodiché hanno inventato la serie Poussin e Poussif, che mette in scena una piccola peste e il suo cane capro-espiatorio, e la Famiglia Moutonnet. Nel 1958, riprendono Oumpah-Pah il Pellerossa, che collocano non più nell'epoca contemporanea, ma al tempo della colonizzazione americana. "Mi sono documentato principalmente sugli Shawnees, che avevano dei costumi divertenti", spiegava René Goscinny. Divertente anche il nome con il quale li ribattezza: i "Shavashavah e Shavah bene per loro, grazie !...".
Questa volta, il duo agisce in tutta libertà, moltiplicando le gag e i giochi di parole, sentendosi veramente liberi. Senza saperlo, sono pronti al grande salto verso il successo che ha loro tante volte riso in faccia.
E' dunque un Gallico che nasce sotto il segno del pastis, se così si può dire, in questo mese d'agosto canicolare dell'anno 1959. E il 29 ottobre il primo numero di Pilote arriva nelle edicole, sostenuto da Radio-Luxembourg. 200 000 copie vanno a ruba durante la giornata. A pagina 20 del settimanale, in "falsa pagina", sarebbe a dire a sinistra, in opposizione a una "bella pagina" situata a destra, appariva per le prima volta una tavola con la seguente didascalia nel suo fumetto: "Asterix incarna maliziosamente tutte le virtù dei 'nostri antenati i Galli'. L'umorismo di René Goscinny e di Al Uderzo vi farà amare questo piccolo guerriero baffuto, personaggio nuovo nel mondo dei fumetti".
"Amare è un eufemismo", nota Alain Duchêne. E' l'inizio di quarant'anni di 'gallitudine' e di facezie argute, delle quali Uderzo ha così riassunto lo spirito: "L'epoca è piuttosto malinconica. La Francia, appena uscita dall'impiccio indocinese, è impantanata nella guerra di Algeria. I Francesi non avevano proprio voglia di starci troppo su a riflettere." I due forsennati del fumetto lavorano senza tregua, giorno e notte. Uderzo disegna fino a cinque tavole complete la settimana, nella misura di due tavole di Oumpah-pah per il Giornale di Tintin, due tavole di Tanguy e Laverdure e una di Asterix. Un sondaggio organizzato tra i lettori del Giornale di Tintin classifica le avventure del giovane Pellerossa in undicesima posizione. Gli autori prendono pretesto da questo risultato scoraggiante per rinunciare alla serie, con gran danno della direzione del giornale, che tenta invano di dissuaderli.
Il loro avvenire si chiama Asterix. Quando arriverà il successo, e non sarebbe tardato a venire, Uderzo abbandonerà anche le avventure di Tanguy e Laverdure, ed è il disegnatore Jigé che prenderà il suo posto al fianco di Jean-Michel Charlier. Nel frattempo, l'editore Georges Dargaud ha rilevato il giornale Pilote. E nel 1961, sotto la pressione dei suoi autori, pubblica un primo volume di Asterix il Gallico, la cui tiratura iniziale è di 6.000 copie solamente.
Quattro anni più tardi, il Giro di Gallia sarà stampato in 60.000 copie, e Asterix e Cleopatra a 100.000 copie. Il successo non si smentirà più. Il personaggio è lanciato. Quando un satellite tricolore è messo in orbita nello spazio, è assolutamente naturale che riceva il nome di Asterix. Il Gallico irascibile e crapulone, collerico e rissoso, tenero e ostinato, ha conquistato il suo pubblico.
Un ministro racconta agli autori che il generale de Gaulle ha fatto l'appello di ciascuno dei membri del consiglio dei ministri con i nomi in "ix". Vedendo la partita di carte di Marius e la partita di bocce di Fanny rappresentati nel Giro di Gallia, Marcel Pagnol dirà, soddisfatto: "Ora so che la mia opera è eterna". Il disegno dinamico di Uderzo si adatta a meraviglia al senso narrativo di Goscinny, che moltiplica le trovate nel linguaggio e nelle battute. Il "Sono pazzi questi Romani!" ricava un successo considerevole, come il "non è lui?" dei grandi Britanni, o ancora il "tu l'hai detta grossa" romano. Volume dopo volume, personaggi come Lino Ventura, Annie Cordy, Jean Richard, Guy Lux o ancora Jacques Chirac (lo stratega Caius Assurdus, diplomato alla Nuova Scuola di Liberti, in Obelix S.p.A.) si vedono amabilmente -e qualche volta irrispettosamente- caricaturati. (Così Pierre Tchernia diventa un Romano ebbro e decadente che si ubriaca bevendo da un'anfora, nello stesso volume Obelix S.p.A.)
Nel mentre che Goscinny, oltre alle storie di Lucky Luke, firma con Sempé i testi del Piccolo Nicolas e inventa Iznogoud, il perfido visir disegnato da Tabary, Uderzo si diverte con Idefix, che fa la sua prima apparizione nel Giro di Gallia. "René mi aveva detto: soprattutto, niente cani. Rifiutava il fatto che un personaggio avesse una spalla, come Spirou con il suo scoiattolo, o Tintin con Milou. Un giorno, curiosamente, nella sceneggiatura del Giro di Gallia, ha scritto che all'uscita di una salumeria di Lutezia, dove i due eroi comprano del prosciutto, un piccolo cane li attende alla porta. Poi questo piccolo cane non appare più nel prosieguo della storia. Ho detto a René: sarebbe divertente continuare la gag; l'animale è così piccolo che nessuno lo vedrebbe. E, alla fine, Obelix lo potrebbe accarezzare strizzando l'occhio. René ha accettato. I lettori di Pilote hanno scritto per rivedere il piccolo cane. Abbiamo lanciato un concorso per trovargli un nome. Cinque lettori hanno trovato Idefix." Il cane di Obelix è così piccolo che succede perfino a Uderzo di dimenticarselo per strada in una storia. Ed eccolo che ripassa le sue tavole per ritrovarlo al fine di dar corpo al suo ruolo. Fino alle piramidi, dove la sua sagacia farà uscire il coraggioso Gallico da una trappola terribile!
In diciotto anni di collaborazione, i due complici realizzano ventiquattro volumi con un successo sempre più grande, senza dimenticare le trasmissioni radiofoniche e i disegni animati (i film con 'veri' attori verranno più tardi). I loro eroi sono gladiatori, legionari o atleti olimpionici, visiteranno gli Egiziani e i Corsi, gli Elvetici (un suggerimento del presidente Pompidou) e gli Ispanici, i Britanni e i Normanni, i Goti, i Belgi e qualche Indiano d'America. Si accapiglieranno nella Zizzania, si occuperanno di beni immobili nel Regno degli Dei, attraverseranno il mare con poveri pirati latinisti ("O tempora, o mores"), riceveranno della pozione magica (tranne Obelix per le ragioni che si sanno), massacreranno nel buonumore intere legioni di Romani, banchetteranno con appetito con grassi cinghiali non lontano da un bardo deluso per non poter cantare, legato come un cinghialetto.
Ma il 5 novembre 1977 gli eroi portano il lutto per Goscinny, che soccombe a una crisi cardiaca. L'avventura non è però terminata. Con coraggio, malgrado il dispiacere e la coscienza di non padroneggiare la sceneggiatura bene quanto il suo fratello di penna, Uderzo si rimetterà al suo tavolo da disegno per realizzare solo otto nuovi episodi di Asterix il Gallico, dei quali l'ultimo, apparso nel 2001, Asterix e Latraviata, batterà tutti i record di vendita, con 7 milioni di copie nel mondo, e tre milioni per i soli paesi di lingua francese. Ci si immagina un Goscinny sulla sua nuvola, che ripete fregandosi le mani: "E' stato un colpo di fortuna, non è vero?"

Eric Fottorino