Galli gollisti e antiamericani?
Destra, sinistra, centro. È molto difficile inserire Asterix in una di queste categorie. Eppure il mondo gallico creato da Goscinny e Uderzo risulta essere spesso una rappresentazione satirica, ma anche molto sincera, della società moderna, ed in particolare di quella francese, tanto che non sono mancati i tentativi giornalistici di affibbiare ad Asterix un’etichetta politica.
Si è affermato lungamente che le avventure dei Galli sarebbero state un omaggio al generale De Gaulle, che - seppur dall’esilio - aveva saputo guidare la resistenza francese all’invasione nazista e, un decennio dopo, riprendere le redini del paese rinnovandone il sistema politico; la pozione magica è sembrata rappresentare metaforicamente la voce del generale che, da Radio Londra, parlava al suo popolo e ne ravvivava l’orgoglio contro il crudele invasore.
Charles De Gaulle
In seguito, vi è stato chi ha ravvisato nelle gesta di Asterix e nella lotta contro l’Impero romano un riferimento alla Francia che non si rassegnava a veder tramontare il proprio astro politico in favore della supremazia americana.
 

Albi politici e caricature graffianti
Gli autori hanno sempre negato che le storie di Asterix potessero avere una qualsiasi connotazione politica. Solo due volte Uderzo - che dopo la scomparsa di Goscinny era diventato anche sceneggiatore - ha scelto di realizzare albi a sfondo palesemente politico. Il Grande fossato (1980) è un accorato appello alla fratellanza dei popoli, ed in particolare contro atroci spaccature interne come il Muro di Berlino e la Germania divisa. Il fossato che divide le due metà di un villaggio gallico vicino a quello di Asterix sarà infine colmato, anticipando quasi profeticamente il crollo del Muro avvenuto appena nove anni dopo, nel 1989.

Caius Assurdus, caricatura di un giovane Jacques Chirac
L’ultimo albo Quando il cielo gli cadde sulla testa (2005), nelle intenzioni di Uderzo, desiderava essere invece una critica, seppur in forma ironica, della politica estera unilaterale e guerrafondaia degli Stati Uniti del Presidente Bush; quando l’alieno “americano” Toon chiede aiuto ai Galli nella guerra contro i feroci Nagma, riceve una lezione da Asterix e Panoramix che suona molto simile alle severe parole di Jacques Chirac riguardo all’invasione americana dell’Iraq. Lo stesso Chirac appare, giovanissimo, nei panni di Caius Assurdus nell’albo La Obelix SpA (1976). Assurdus è una caricatura dei tecnocrati un tantino pieni di sé che uscivano dalla prestigiosa École nationale d'administration, che ha sfornato tutta la classe dirigente francese degli ultimi decenni;Giulio Cesare siaffida al brillante giovanotto per sconfiggere i Galli con una soluzione innovativa,
corromperli con il danaro: anche questa volta, però, il risultato sarà un misero fallimento.
 

I politici e Asterix
La parodia del giovane Chirac ben sintetizza la relazione fra Asterix e il mondo politico francese. Nel rivolgersi al mondo politico il fumetto di Goscinny e Uderzo è sempre scanzonato e irriverente, mai sottomesso né ossequioso. Tuttavia, o forse proprio per questo, Asterix ha raccolto molti ammiratori fra i politici, anche i più illustri. Si racconta che, all’inizio degli anni Sessanta, il presidente De Gaulle in una riunione con i ministri abbia affibbiato a questi ultimi i nomi dei personaggi delle avventure di Asterix, a seconda del loro carattere: Panoramix, Assurancetourix, Automatix
Un altro appassionato era il futuro presidente Georges Pompidou, il quale, quando era primo ministro, dopo essersi ampiamente complimentato con gli autori, suggerì loro di ambientare il prossimo albo di Asterix in Svizzera. L’idea si concretizzò in effetti soltanto diversi anni dopo, con Asterix e gli Elvezi (1970),  perché Goscinny e Uderzo non volevano dare l’impressione di prendere ordini dal capo del governo.
Nella continua ricerca dello slogan vincente e di manifesti che attirassero l’attenzione, sono stati numerosissimi i politici, sia di destra che di sinistra, a richiedere di poter utilizzare immagini e battute di Asterix per la propria campagna. La risposta è sempre stata negativa. Una volta, però, un candidato decise di ignorare il diniego ed inserire il volto di Asterix sui propri poster; fu duramente sconfitto e questo ispirò a Goscinny la battuta: «Senza dubbio il suo avversario è stato appoggiato da Tintin».

 
Il governo del villaggio
Si è discusso, sinora, del rapporto fra Asterix e il nostro mondo politico. Ma come funziona la politica nel villaggio gallico? Come è amministrato? Abraracourcix è il capo, e anche suo padre lo era. Non si tratta tuttavia di una successione per diritto ereditario, ma piuttosto per tradizione di famiglia, una sorta di Kennedy gallici, potremmo dire. Difatti il governo del villaggio è regolato secondo principi democratici: il capo è eletto - a vita - dagli abitanti del villaggio, che possono peraltro decidere, a maggioranza, di sfiduciarlo ed eleggere un altro candidato, come rischia di accadere nell’albo Il regalo di Cesare (1974). In quest’ultima avventura assistiamo a una vera e propria campagna elettorale, Abraracourcix contro Ortopedix con Matusalemix quale outsider, e persino a un divertentissimo dibattito con tanto di moderatore, nel quale ciascun candidato vanta i propri impegni per risollevare l’economia e critica i piani dell’avversario. Nell'albo "La rosa e il gladio" si svolgono libere elezioni per alzata di mano, e Beniamina surclassa il marito Abraracourcix.
Il dibattito elettorale, da "Il regalo di Cesare" (1974)
Inoltre, come mostra la storia Il duello dei capi (1966), il capo di un villaggio può sfidare a duello (in realtà, una sorta di match di pugilato sul ring) un altro capo: il vincitore della sfida otterrà il comando di entrambi i villaggi. Se la forza dei due contendenti risulta essere pari, essi hanno il diritto di lanciarsi, l’uno contro l’altro, delle grosse balle di fieno: si dice allora che si va al ballottaggio.
Abraracourcix è un capo autorevole, sempre ascoltato e rispettato da tutti - tranne che dalla moglie Beniamina - ma non per questo sfugge a situazioni paradossali e alquanto ridicole.
Il suo ruolo gli dà diritto ad alcuni onori, come andare in giro portato da due uomini su di uno scudo appartenuto a Vercingetorix - non stabilissimo, per la verità - e una sorta di trono di legno su cui sedere.
Pur essendo la massima autorità del villaggio, Abraracourcix non prende quasi mai le sue decisioni da solo, ma è confortato dai saggi consigli del druido Panoramix, vera e propria guida morale dei Galli, e dal buon senso e l’arguzia di Asterix. Le risoluzioni importanti vengono prese sempre da loro tre, riuniti informalmente a casa del capo; anche Obelix è presente, ma, come egli stesso ammette, lo tengono solo perché è ‘decorativo’, non essendo mai stato di grande aiuto. Nell’albo Asterix e i Belgi (1979) si riunisce una sorta di gran consiglio, cui partecipano tutti gli uomini più influenti del villaggio, ma tale consesso non sembra risultare molto efficiente.
Vi è poi un’istituzione molto importante, che appare nell'albo Asterix e il Paiolo (1969), dove si riunisce una sorta di tribunale supremo del villaggio, che amministra la giustizia; Abraracourcix, Panoramix, Matusalemix e Assurancetourix devono emettere una sentenza
La corte suprema del villaggio, da "Asterix e il paiolo" (1969)
particolarmente grave: bandire Asterix dal villaggio, che ha disonorato per non essere riuscito ad evitare il furto di un paiolo colmo di sesterzi che gli era stato affidato.
Infine, viene talora convocata un’assemblea di tutto il villaggio, per discutere di problemi che riguardano l’intera comunità e cercare insieme una soluzione. Oltre a questi strumenti istituzionali, vi è la zuffa a suon di pesci marci, momento principale del dibattito politico-sociale.
 
L’ideologia dei Galli
Se è vero che è impossibile assegnare un’etichetta politica alle storie di Asterix, è innegabile che, fra gli abitanti del villaggio, esistano modi di pensare e di relazionarsi con il mondo che potremmo definire un’ideologia comune dei nostri Galli. Un’ideologia variegata, che riflette allo stesso tempo le pulsioni e i timori della nostra società e quello che poteva essere il carattere degli antichi.
Proviamo ad esaminare le diverse tematiche sulla politica e divertiamoci a classificare gli orientamenti che prevalgono fra gli amici di Asterix.
La politica dell’immigrazione? È incontestabilmente di destra. Dai Normanni ai Goti, ma anche gli stessi Galli, se provengono da qualche altra regione del paese, i nuovi arrivati nel piccolo villaggio non sono affatto graditi. Matusalemix sintetizza bene il sentimento generale: «Gli stranieri non mi dan fastidio fin che stanno a casa loro, ma quando vengono qui non mi piace andar da loro».
La politica economica? Al contrario questa è decisamente di sinistra: Una piccola comunità impermeabile all’economia di mercato, dove il commercio quasi non esiste (l’unico capitalista è Ordinalfabetix il pescivendolo). Prova ne sia l’insipienza dimostrata da Asterix e Obelix nell’albo Asterix e il paiolo (1969), quando vendono i cinghiali a cinque sesterzi la quattordicina per poi comprarne uno (uno solo!) al prezzo di cinque sesterzi per pranzare. Allorché Cesare, con le sue macchinazioni, tenta di far entrare il villaggio nel circuito dell’economia monetaria (in Asterix e il Regno degli Dei, 1971, e ne La Obelix SpA,1976), il trauma per i nostri piccoli e ingenui Galli sarà notevole, tanto che da provocare, alla fine, una crisi di rigetto.
Non tutta l’economia è di sinistra, a dire il vero: la politica fiscale è improntata all’ultra-liberalismo.
I Galli hanno adottato il principio semplice e popolare di azzerare le tasse. «Una volta - racconta Abraracourcix  in Asterix e il paiolo – è sì venuto un esattore delle tasse, ma da allora ne siamo stati esentati». Chissà perché…
La politica estera ci ricorda la sinistra, più precisamente la cosiddetta ‘sinistra interventista’: capita spesso che i Galli decidano di intervenire in giro per il mondo per motivi umanitari. Costruiscono un palazzo salvando l’architetto Numerobis dai coccodrilli (Asterix e Cleopatra, 1965), danno manforte alla resistenza britannica (Asterix e i Britanni, 1966), recuperano in Africa Tragicomix, ostaggio di guerra (Asterix legionario, 1967), riportano il piccolo Pepe alla sua famiglia in Iberia (Asterix in Iberia, 1969), vanno in cerca di una stella alpina in Elvezia per curare un questore romano avvelenato (Asterix e gli Elvezi, 1970), pongono fine all’esilio del ribelle corso Ocatarinetabelasciscix (Asterix in Corsica, 1973), mettono pace in un villaggio spaccato in due (Il grande fossato, 1980), pongono fine alla siccità in India (Le mille e un’ora, 1987), conducono gli schiavi liberati di Spartakis ad Atlantide (La galera di Obelix, 1996)… Insomma, invece dei caschi blu dell’ONU, il casco alato di Asterix.
Asterix e Obelix corrono per portare una botte di pozione magica alla resistenza britannica contro i Romani
José Bové
Le politiche ambientali sono certamente di sinistra, se non altro per volere di Idefix, che detesta vedere degli alberi abbattuti. In ogni caso, bisogna ammettere che i Galli non si fanno scrupoli riguardo alla caccia…
Per concludere, le pari opportunità: fra conservatorismo e innovazione. La posizione della donna nella società gallica rurale è ancora molto inferiore a quella dell'uomo, quantomeno formalmente, ma dopo la rivoluzione di Maestria ne La rosa e il gladio qualcosa cambia nel villaggio.
La morale di questo gioco di cui ci siamo dilettati per un po’ è la stessa con cui abbiamo iniziato, Asterix è inclassificabile, un po’ gollista alla Sarkozy e un po’ no-global come José Bové. La verità è che Asterix non è né di destra, né di sinistra, è semplicemente un autentico francese.