Il significato del nome
Il nome originale francese Bonemine, da «bonne mine», buona cera, è stato italianizzato in Beniamina, che è un semplice nome di persona.
Il suo mestiere
Prima signora del villaggio, con tutti gli onori e gli oneri connessi. Casalinga.
La sua famiglia
Ha un fratello, che conosciamo nell'albo "Gli allori di Cesare". Il suo nome è Omeopatix ed è un ricco e borioso mercante luteziano. Beniamina lo adora, ma Abraracourcix lo detesta per le sue arie di superiorità. Sua moglie, Galantina, cognata di Beniamina, è molto più cortese e affabile.
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Le sue principali apparizioni
- "La zizzania", dove dà sfoggio delle sue grandi abilità di pettegola e dimostra di non essere affatto una moglie sottomessa e remissiva.
- "Gli allori di Cesare", dove conosciamo il suo antipatico fratello Omeopatix, che va a trovare a Lutezia.
- "L'indovino", in cui, credendo alle frottole del ciarlatano Prolix, spera che il marito possa diventare un ricco mercante come suo fratello e riprende a chiamarlo affettuosamente "Ciccetto".
- "Il regalo di Cesare", dove aiuta e sprona Abraracourcix nella campagna elettorale per essere rieletto capo contro Ortopedix, soprattutto per la spiccata antipatia che prova per la moglie di quest'ultimo, Angina.
- "La Rosa e il Gladio", dove, con l'aiuto di Maestria e delle altre donne del villaggio, spodesta il marito e diventa capo.
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I suoi viaggi
L'unico viaggio che fà è a Lutezia, dove si reca per visitare il fratello Omeopatix (Gli allori di Cesare).
Curiosità
- Nel film "Asterix & Obelix contro Cesare" il ruolo di Beniamina è interpretato da Marianne Sägebrecht.
Vista da sé stessa
- «Ma io sono la moglie del capo, la prima signora del villaggio!» (La zizzania, p.15)
- «Non sono la tua schiava io!» - ad Abraracourcix (La Rosa e il Gladio, p.20)
Visto dagli amici
Abraracourcix
- «Dovresti andar fiera di essere la moglie del capo, la prima signora del villaggio! Un po' della mia gloria si riflette su di te!» (La zizzania, p.12).
Angina
- «...È quell'orribile donna! Mi ha umiliata! La sua casa è la nostra casa!». (Il regalo di Cesare, p.19).